EEG Elettroencefalografia

L’elettroencefalografia (EEG) è la registrazione non invasiva dell’attività elettrica dell’encefalo. I neuroni corticali sono organizzati in modo da formare ammassi colonnari ad orientamento perpendicolare alla superficie della corteccia cerebrale, di cui costituiscono le unità funzionali elementari. L’EEG è l’espressione dei processi sinaptici (potenziali elettrici pre- e post-sinaptici), di potenziali dendritici e probabilmente anche di potenziali della neuroglia (cellule di sostegno).

La rappresentazione grafica della registrazione è detta elettroencefalogramma. L’elettroencefalogramma è il tracciato ottenuto in condizioni normali e   di assoluto riposo psicosensoriale, con il soggetto a occhi chiusi, e consiste in oscillazioni sinusoidali che hanno una frequenza di 8÷13 Hz e un’ampiezza media di 10÷100 microvolt; tale ritmo prevale nelle regioni occipitali e prende il nome di ritmo alfa. In base alla loro frequenza si distinguono inoltre dei ritmi beta (superiori a 15 Hz), theta (4÷7 Hz) e delta (0,5÷3 Hz).

Gli elettrodi vengono applicati sullo scalpo secondo il posizionamento standard chiamato “Sistema Internazionale 10-20”. 10% oppure 20% si riferisce al 100% della distanza tra due punti di repère cranici “inion” (prominenza alla base dell’osso occipitale) e “nasion” (attaccatura superiore del naso), questa distanza di solito va da 30 a 36 cm con grande variabilità interpersonale

Vengono collocati da 10 a 20 elettrodi e una massa, lungo cinque linee: 1) P1: longitudinale esterna e 2) P2: long. interna di destra, 3) centrale, 4) P1: longitudinale esterna e 5) P2: long. interna di sinistra. La linea trasversa T4-C4-Cz-C3-T3 (risultante delle precedenti) viene denominata montaggio P3, ed anch’essa deve seguire la regola del 10-20%.

Alla posizione che ogni elettrodo occupa sullo scalpo fa riferimento una sigla. Le sigle che individuano la posizione di un elettrodo sono formate da una/due lettere, che permettono di identificare la regione della corteccia esplorata (Fp: frontopolare; F: frontale; C: centrale; P: parietale; T: temporale; O: occipitale) e da un numero (o una z) che identifica l’emisfero (numeri dispari: sinistra; numeri pari: destra; z: linea mediana).

L’elettroencefalogramma registra le anomalie della attività elettrica cerebrale che interessino uno o entrambi gli emisferi del cervello. In generale, le patologie per cui è necessario monitorare l’attività neuronale a riposo sono le encefalopatie, le cefalee di recente insorgenza, i traumi cranici, malattie congenite, endocrinologiche, tutte le epilessie, i disturbi del sonno, i disturbi cognitivi, stati di coma. E’ un esame propedeutico per effettuare esami di neuroimmagine come la TAC e la RM cerebrale (ad esempio ascessi, calcificazioni, cisti, ematomi, emorragie, infiammazioni, malformazioni o neoplasie cerebrali).

Oltre all’EEG standard, si effettuano anche EEG dopo privazione del sonno ed EEG Holter eseguito nelle 24 ore. Per lo studio del sonno lo studio elettroencefalografico si effettua in poligrafia per la definizione dell’ipnogramma e viene indagato con altri parametri dinamici nella Polisonnografia

Tracciato EEG

Elettroencefalografo